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Scarpa
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top
La mwcqscarpa è un accessorio del vestiario, che riveste e protegge il mwcgpiedecite-ref-sincon-1-0[1] e permette a chi lo indossa di camminare più facilmente su ogni superficie. È solitamente realizzata in stoffa, cuoio o vari materiali sinteticicite-ref-sincon-1-1[1] ed è costituita da una parte inferiore che poggia a terra, la "mwewsuola",cite-ref-sincon-1-2[1] e da una parte superiore più o meno estesa, detta "mwgatomaia",cite-ref-sincon-1-3[1] che ricopre il dorso del piede fino all'incirca all'altezza del mwhqmalleolo (poco più in basso nel caso di scarpe basse e poco più in alto nel caso di scarpe alte).cite-ref-voctrecc-2-0[2] Una scarpa può avere la suola piatta o essere dotata di un mwigtacco, che conferisce una maggiore altezza a chi la indossa. La tomaia può essere dotata di una mwiwstringatura o altro mezzo (ad esempio fibbia o elastico) che permette alla calzatura di aderire più strettamente al piede che la indossa.

Contents

Storia
Parti
Misure
Note

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Etimologia

La voce tardo latina "mwjwscarpis" fu scritta nel XI secolo, per la prima volta (nel caso ablativo), dal monaco benedettino mwkaGoffredo Malaterra, nell'opera "De Rebus Gestis", libro I, capitolo XVI, per indicare un particolare tipo di calzari usato da fanti mercenari slavi al seguito di mwkqRoberto il Guiscardo:
"mwkwGuiscardus usque ad sexaginta, quos Sclavos appellant, ... scarpis, quibus pro calceariis utuntur" Si veda in proposito il glossario delle voci tardo-latine di du Cange ("Glossarium mediæ et infimæ latinitatis. Niortmwla : L. Favre, 1883-1887"), alla voce "scarpus".

Il termine scarpa ha la stessa origine del nome dei monti mwlgCarpazi.
Malaterra usò la parola "mwmascarpis" per averla sentita dai mercenari slavi (mwmqsclavos). Gli sclavi o mwmgsclaveni, che percorrevano frequentemente le zone montuose e impervie della Calabria ("mwmwtotius Calabriae gnaros"), si riferivano nella loro lingua alla roccia, "карпа" (mwnakarpa), che richiedeva quel forte tipo di calzatura. L'espressione slava "за карпа" (mwnqza karpa), letteralmente "per roccia", fu all'origine della parola scarpa.

Un'altra versione vorrebbe, invece, che la parola scarpa tragga origine dalla sua punta. Eccone la spiegazione.
"Scàrpa", francese mwoqescarpe |mwogescarpin, "zoccolo", sp. e port. escarpa; ingl. mwowscarp, dal germanico mwpaskarpr, dal mwpqsassone mwpgscearp, a loro volta dalla radice mwpwskar(p)- ("tagliare"). Un utilizzo della radice si può ritrovare anche nell'mwqaislandese mwqqskrapa, nel sassone mwqgscrepan, nell'inglese mwqwto scrape (lett. "raschiare"), nell'mwraalto-tedesco antico mwrqscrëvon, nei latini mwrgscalpere ("incidere") e mwrwsculpere ("scolpire"). La voce scarpa, con riferimento a qualcosa di "acuto", quasi "sporgente", significherebbe, quindi, calzatura che termina a punta.cite-ref-3[3]

Storia

Le prime scarpe furono fatte in epoca preistorica con pelli di animale o con legnocite-ref-4[4]; il più antico paio di scarpe finora ritrovato risale a circa 9000 anni prima di Cristo: fu reperito negli Stati Uniti ed è in materiale vegetale. Nelle regioni temperate le scarpe erano molto semplici (simili a moderni mwvasandali), mentre nelle regioni fredde si usavano scarpe rivestite.

Testimonianze preistoriche di primitive calzature sono alcuni graffiti spagnoli risalenti a 15.000 anni fa. Le prime calzature erano aperte, esemplari di sandali in fibra vegetale creati fra i 7.000 e i 10.000 anni fa, sono stati ritrovati negli Stati Uniti (mwvgOregon e mwvwMissouri) e anche in mwwaIsraele. La scarpa chiusa risalirebbe a 5.000 anni fa, come quella che portava Ötzi, la mwwqMummia del Similaun, fatta con corde vegetali, pelle di cervo, cuoio, imbottitura di fieno. Un altro ritrovamento, del 3500 avanti Cristo, è stato fatto in mwwgArmenia, nella regione Vajotz Dzor. Qui in una caverna è stato trovato un "mocassino", una calzatura di cuoio, trattata con grasso, con i lacci per la chiusura e con imbottitura di erbe.cite-ref-5[5]

In epoca storica le scarpe divennero di uso comune: la prima attestazione, di cui si abbia testimonianza, risale al periodo egizio e, più precisamente, all'mwegAntico Regno; è visibile nella cosiddetta "mwewtavoletta di Narmer", che prende nome dal faraone (mitologico) Narmer; su uno dei due lati della tavoletta, di scisto verde scuro, si nota un servo che porge al faraone un paio di sandali; la tavoletta è datata intorno al 3000 a.C. Intorno al 1300 a.C. gli Ittiti inventarono il sandalo a punta ricurva, mentre è risaputo che i popoli del deserto avessero già sandali infradito, con suola molto larga per non affondare nella sabbia.

Gli antichi greci usavano i "sandali" e gli ὑποδήματα ("hypodémata": suole che si allacciavano sotto il piede)cite-ref-6[6].

Quanto agli antichi Romani, come si vede in dipinti ed affreschi, le scarpe più diffuse erano i sandali; le fonti iconografiche e storiche ci hanno tramandato che essi potevano sfoggiare più di una ventina di tipi di calzature differenti e già seguivano le tendenze della modacite-ref-7[7].

Nel medioevo la popolazione comune portava scarpe di legno (mwhwzoccoli), di pelle oppure semplici pezze di mwiastoffa, che venivano avvolte intorno al piede.

Nel mwvaXIV secolo, in mwvqInghilterra e mwvgFrancia, si affermarono le mwvwpoulaine, scarpe della nobiltà con la punta di lunghezza superiore ai 15mwwa cm; la punta era tanto più lunga, quanto più nobile era la persona che le indossava. Questa moda si dice sia tramontata alla fine del mwwqXV secolo con mwwgCarlo VIII di Valois, mwwwRe di Francia, in quanto, avendo sei dita, egli doveva portare scarpe dalla punta tronca. Si diffusero così le calzature "a piede d'orso" e "a becco d'anatra"cite-ref-8[8], la cui punta poteva giungere a 15mwya cm di larghezzacite-ref-9[9].

Tra il mwzgXIV secolo e il mwzwXVII secolo furono molto diffuse in Europa le mw0apianelle (o mw0qchopine), calzature a forma di pantofola con zeppa, di sughero o legno, che poteva raggiungere uno spessore anche di 50mw0g cm.

Nel mw1aXVII secolo in mw1qEuropa le scarpe vennero disegnate con mw1gtacchi alti, sia per gli uomini che per le donne, essendo state portate in auge dal mw1wRe Sole, che era piccolo di statura. Il tacco alto è rimasto fino ad oggi nelle calzature femminili, restando invece talvolta solo di misura bassa in quelle maschili.

Nel mwaqsXVIII secolo a Venezia si affermò invece la scarpa "col pattìno", una sorta di ciabatta-involucro, che serviva per non sporcare la scarpa vera nei tragitti da casa a casa; una volta giunti a destinazione, questo veniva sfilato e riutilizzato solo al momento dell'uscita. Con l'inizio dell'mwaqwIndustrializzazione nel mwaq0XIX secolo, le scarpe furono prodotte in serie in fabbrica; in questo periodo nacque anche la moda degli stivali corti. Oggi buone scarpe sono alla portata della maggior parte della popolazione nei paesi industrializzati.

Utilità

La scarpa serve per vari scopi:

• protezione: è la funzione principale, poiché la scarpa deve proteggere dal contatto diretto con il mwauesuolo e coprire il piede, mantenendo il calore in mwauiinverno;
• estetica: essa può far apparire il piede più curato ed attraente;
• funzionalità: essa può aumentare l'aderenza in particolari condizioni o permettere particolari azioni (scarpa sportiva, da lavoro, da ballo, ecc.).

Parti

La scarpa è formata comunemente da più parti:

• la mwau4suola, ovvero la parte a contatto con il suolo, in mwau8cuoio (pelle), mwavagomma o plastica; questa parte della scarpa può contraddistinguere anche un determinato tipo di scarpa, la mwavezeppa, dove l'intera suola è rialzata di diversi centimetri; oppure la suola può essere arricchita da:

• mwavqmwavuplateau, nel caso la scarpa sia munita di mwavytacco alto;
• mwavgtacco: un rialzo presente sotto la suola, a livello del mwavktallone;

• la soletta, cioè la parte interna, che fa da intercapedine tra la suola e la tomaia;
• la mwavwtomaia, parte che copre il piede, la quale può avere diversi ornamenti o diverse colorazioni.
• il contrafforte è un rinforzo messo nella parte posteriore della scarpa per non farla deformare, di solito in plastica dura
• la fodera è la parte di tessuto che ricopre l'interno scarpa
• il puntale è uno spessore aggiuntivo che copre e protegge le dita del piede, tipico della scarpa antinfortunistica o da trekking
• nella scarpa si può mettere un plantare, una soletta igienica estraibile

Misure

La scarpa può essere misurata in vari modi:

• mwawspunto francese o europea: il punto francese è equivalente a mwaw02/3 di centimetro;
• coreana: è un tipo di scala lineare molto semplice, in cui la misura è riportata in mm (millimetri);
• statunitense e canadese: si usa una scala non proporzionale a quella Europea e le taglie maschili sono più piccole di una misura e mezza, rispetto a quelle femminili;
• australiana: la scala è uguale a quella americana e anche qui si hanno due misure diverse tra maschi e femmine; in essa, la misura femminile è più grande di quella maschile, inoltre la taglia femminile coincide con la taglia maschile Americana;
• inglese: questa misura utilizza la stessa scala delle precedenti, con misure diverse tra uomo e donna; in essa, la misura maschile è di mezza taglia più grande della femminile e coincide con la misura maschile australiana.

Note

cite-note-sincon-11. citereftreccani-scarpa-sinonimi-e-contrarimwax4mwax8Scarpa, in mwayaTreccani.it – Sinonimi e contrari, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwayeURL consultato il 25 aprile 2025.
cite-note-voctrecc-22. citereftreccani-scarpamwayumwayyScarpa, in mwaycTreccani.it – mwaygVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwaykURL consultato il 25 aprile 2025.
cite-note-33. mway0mway4mway8Scarpa ("etimo.it"), su mwazaetimo.it. mwazeURL consultato il 13 settembre 2025.
cite-note-44. mwazuEugenia Girotti, mwazymwazcFootwear, BE-MA Editrice, 1987, mwazgISBNmwazk 978-88-7143-046-1. mwazsURL consultato l'11 luglio 2025.
cite-note-55. "A quando risalgono le prime scarpe?"; mwaz8Focus Storia, n.141, luglio 2018, pag. 77
cite-note-66. Jonathan Walford, mwaamScarpe: storia di una meravigliosa ossessione, Novara, De Agostini, 2008; F. Schenkl, F. Brunetti, mwaaqDizionario greco-italiano, italiano-greco, La Spezia, F.lli Melita, 1991
cite-note-77. Giorgio Riello, Peter McNeil, mwaagScarpe: dal sandalo antico alla calzatura d'alta moda, Costabissara, A. Colla, 2007
cite-note-88. mwaawMichele Vocino, mwaa0mwaa4Storia del costume: venti secoli di vita italiana, Libreria dello Stato, 1952. mwaa8URL consultato l'11 luglio 2025.
cite-note-99. mwabmmwabqHenry VIII's shoe, su sito inglese mwabuArchiviatomwaby il 28 febbraio 2012 in mwabcInternet Archivemwabg.

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) shoe, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• Conversione di misure, su i18nguy.com.
• Descrizione delle scarpette da punta e mezza punta (utilizzate nella danza classica)., su dancevillage.com. URL consultato il 29 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2010).